Diciamo Haiti e pensiamo al terremoto, all'emergenza umanitaria. Giustamente. Ma Haiti è, ed è stato, anche altro. Ripercorriamone brevemente la storia....
Nel 1915, gli Usa invadono Haiti. Motivazione (reale ma celata): il rifiuto da parte del governo di ratificare una Costituzione elaborata dagli Usa e che prevedeva il diritto di società statunitensi a comprare le terre dell'isola. L'invasione militare ottiene il suo scopo: gli haitiani votano la nuova costituzione con un quasi-plebiscito (99,9% dei voti). Peccato voti solo il 5% della popolazione...
Il paese rimane nella mani della Guardia Nazionale, appoggiata dagli Usa, e ai dittatori "Doc" Duvalier e figlio (a cui la Francia dà tranquillamente asilo) fino al 1990, anno delle prime elezioni democratiche. Purtroppo (per gli Usa) la scelta della popolazione è un po' troppo democratica: vince il prete populista Aristide, mentre il candidato sostenuto dagli Usa (ex funzionario della Banca Mondiale) è sconfitto (14% dei voti).
Così gli Usa decidono, per "premiare" la scelta democratica degli haitiani, di aumentare gli aiuti per la "promozione della democrazia" (l'abbiamo poi sentita spesso, questa espressione..in Iraq, Afghanistan....). Peccato diano gli aiuti direttamente nelle mani dei gruppi antigovernativi, che combattevano Aristide, presidente legalmente e democraticamente eletto. Qualche mese dopo le elezioni, il golpe militare, appoggiato dalla Cia; mentre l'organizzazione degli Stati Americani impone l'imbargo contro la giunta militare salita al potere con il golpe, gli Usa serenamente lo violano. Anzi, Bush I e Clinton autorizzano la società petrolifera Texaco a rifornire di petrolio la giunta militare.
Seguono 3 anni di terrorismo di stato.
In seguito, Aristide ritorna al potere, ma è costretto ad adottare il programma del candidato sostenuto dagli Usa che aveva perso nel 90. Il programma, superfluo dirlo, conteneva tutta una serie di misure neoliberiste che hanno gettato il paese nella povertà e nella violenza, a cui gli Usa rispondono con il divieto di inviare aiuti internazionali.
Nel 2004, Usa e Francia costringono Aristide a lasciare il paese. La stampa internazionale presenterà questa ennesima invasione nella democrazia di Haiti come una rivolta popolare contro un dittatore; peccato si tratti, invece, di squadre militari entrate dalla Rep. Dominicana spalleggiati dalla Cia. Il governo di Haiti (democraticamente eletto ) chiede aiuto alla comunità internazionale, ma nessuno lo ascolta, tranne Venezuela e Sud Africa. Gli aiuti venezuelani e sudafricani alla popolazione, che intanto costruisce barricate a Port-au-Prince, non fanno però in tempo ad arrivare: i militari Usa caricano Aristide e lo sbarcano in rep. Centrafricana (controllata dalla Francia). Instaurano così un governo-fantoccio, non riconosciuto dalla Comunità dei Paesi Caraibici, Venezuela, Cuba e paesi dell'Unione Africana. Il nuovo presidente Latortue pensa bene di far eliminare gli attivisti del partito di Aristide, distruggendo anche tutte le istituzioni popolari che permettevano alla popolazione di sopravvivere. La polizia e i paramilitari operano indisturbati nei sobborghi delle città. La Banca Mondiale, ancora una volta, pensa bene di aiutare la democrazia e stanzia 150 milioni di usd a favore del regime di Latortue, mentre nelle strade la genete chiede il rientro di Aristide. Si decide anche di mandare una mssione "umanitaria", il Minustah, con circa 6000 militari, molti dei quali provenienti da Brasile, Argentina e Cile (vi dicono niente?). Peccato che il Minustah sia accusato di partecipare alle violenze perpetrate dalla polizia del governo-fantoccio di Latortue.
Nel frattempo, chiaramente, Haiti continua ad essere un paese fortemente indebitato. Nel 2006, il debito ammontava a circa 2 miliardi di usd. Nonostante il debito potesse essere considerato "odioso", cioè contratto da un regime dispotico, l'idea di evitare la restituzione non viene presa in considerazione se non nel 2006, quando l'FMI decide di annullare 1.200 milioni di usd, a fronte però dell'accettazione delle solite misure di "aggiustamento strutturale" che distruggono l'agricoltura haitiana e, nel 2008, portano alla crisi alimentare. I prezzi di riso, farina e olio salgono alle stelle (anche questo l'abbiamo già visto altrove..). La popolazione assale i negozi (perchè il cibo, nelle crisi alimentari, in realtà c'è sempre, solo che nessuno può permettersi di comprarlo), gli agenti della Minustah sparano e lanciano lacrimogeni, la popolazione chiede il ritorno di Aristide al posto dell'odiato Preval.
A questo punto, il terremoto del 2010 non fa altro che infierire su un paese già distrutto, che Usa, Francia, FMI e BM hanno reso il paese più povero dell'America Latina.