Credo che, per impegnarsi in un percorso di antirazzismo, sia importante conoscere e riflettere su alcune parole e alcuni concetti. Non è l'unica cosa da fare, ovviamente, ma da quello che ho capito ascoltando e leggendo persone nere/non bianche impegnate nella lotta antirazzista mi sembra che l'autoeducazione da parte delle persone bianche sia il primo step per poter entrare in questa lotta da alleate/complici.
Quasi tutte le traduzioni sono state ospitate nei mesi scorsi sulla pagina Facebook dell'Associazione "I colori dell'adozione", una associazione di famiglie adottive con sede a Rimini che sta portando avanti un interessante percorso di riflessione e auto-formazione sulle adozioni transrazziali.
I commenti, le critiche (costruttive magari), i suggerimenti sono sempre ben accetti.
Stereotipo: credenza
esagerata, immagine o verità distorta riguardo a una persona o un
gruppo; una generalizzazione che non permette, o permette in misura
limitata, differenze individuali o variazioni sociali. Gli stereotipi
sono basati su immagini dei mass media, opinioni veicolate dai
genitori, dal gruppo dei pari o altri membri della società. Gli
stereotipi possono essere positivi o negativi. (da tolerance.org)
Pregiudizio: opinione,
preconcetto o attitudine riguardo a un gruppo o ai suoi membri
individuali. Può essere positivo o negativo. Spesso i pregiudizi
sono accompagnati da ignoranza, paura o odio. Si formano attraverso
un complesso sistema psicologico che inizia con l'attaccamento a un
circolo chiuso di frequentazioni o “in-group” come la famiglia.
Il pregiudizio spesso ha come obiettivo gli “out-groups”, cioè gruppi
percepiti come esterni. (da tolerance.org). Preconcetto o attitudine
ingiustificati, e di solito negativi, di individui o gruppi verso
altri gruppi e i suoi membri. Queste attitudini negative di solito
sono basate su generalizzazioni arbitrarie (stereotipi) che negano il
diritto dei membri individuali di un certo gruppo ad essere
riconosciuti e trattati come individui con caratteristiche
individuali. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Discriminazione:
comportamento attraverso cui le persone vengono trattate in modo
iniquo a causa della loro appartenenza a un gruppo. Il comportamento
discriminatorio, che inizia con comportamenti “leggeri” per
arrivare ai crimini d'odio, spesso inizia con stereotipi negativi e
pregiudizi. (da tolerance.org). La discriminazione è un
trattamento iniquo dei membri di diversi gruppi basato su genere,
razza, classe sociale, orientamento sessuale, abilità fisica,
religione e altre categorie. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Pregiudizio nascosto: si
tratta di stereotipi e pregiudizi nascosti o automatici, cioè che
eludono il controllo conscio. Possono rivelarsi in azioni,
specialmente quando lo sforzo di una persona di controllare il
proprio comportamento si riduce a causa di stress, distrazione,
rilassamento, competizione. Le credenze e attitudini inconsce sono
associate al linguaggio e a certi comportamenti come contatto visivo,
battiti delle palpebre e sorrisi. […] Le persone che sostengono che
i pregiudizi al giorno d'oggi non sono un gran problema stanno
dimostrando per assurdo il problema dei pregiudizi nascosti. Dal
momento che essi sono al di là della nostra consapevolezza, possono
essere negati. […] Può non essere possibile evitare stereotipi e
pregiudizi automatici, ma è certo posisbile rettificarli
consapevolmente. Se si è consapevoli di avere dei propri pregiudizi nascosti,
si può monitorarli e cercare di migliorare le proprie attitudini
inconsce prima di esprimerle in un comportamento. Questa
compensazione può includere un'attenzione al linguaggio verbale, al
linguaggio corporeo e alla stigmatizzazioe di gruppi-target. (da
tolerance.org)
Alleato/alleata: persona
che si assume l'impegno e compie lo sforzo di riconoscere il proprio
privilegio (basato su genere, razza, classe, identità sessuale,
ecc...) e agisce in solidarietà con i gruppi oppressi nella lotta
per la giustizia sociale. Gli/le alleati-e capiscono che è nel loro
stesso interesse eliminare ogni forma di oppressione, anche quelle da
cui possono beneficiare in termini concreti. Gli/le alleati-e si
impegnano a ridurre la propria complicità o collusione
nell'oppressione di determinati gruppi e investono nel rafforzamento
delle proprie conoscenze e consapevolezze dell'oppressione. (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Privilegio: potere
sociale non guadagnato accordato dalle istituzioni formali e
informali della società a tutti i membri di un gruppo dominante (per
esempio: privilegio bianco, privilegio maschile, ecc...). Di solito è
invisibile a coloro che lo detengono poiché siamo socializzati a non
vederlo, ma mette chi lo detiene in una posizione di vantaggio
sociale rispetto a chi non lo detiene. (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Privilegio bianco: si
riferisce a una serie di vantaggi, concessioni, benefici e scelte
non-problematizzate e non-guadagnate conferiti a persone solo a causa
del loro essere bianche. Generalmente le persone bianche che
godono di questo privilegio ne godono senza esserne consapevoli.
Privilegio bianco
strutturale: un sistema di dominazione bianca che crea e mantiene
sistemi di pensiero che rendono gli attuali vantaggi [per le persone
bianche] e svantaggi [per le persone non bianche] razziali
apparentemente normali. Il sistema include potenti incentivi per il
mantenimento del privilegio bianco e dei suoi effetti, e potenti
conseguenze negative per il tentativo di interrompere il privilegio
bianco e ridurre i suoi effetti in modi siginificativi. Il sistema
include manifestazioni interne ed esterne, a livello individuale,
interpersonale, culturale e istituzionale. [Il termine indica anche]
i vantaggi e gli svantaggi del privilegio bianco accumulati grazie ad
esso e ad esso collegati che sono riflessi nelle ineguaglianze
razziali/etniche dal punto di vista della speranza di vita e altre
conseguenze del benessere, del reddito, della ricchezza, in parte
attraverso differenti accessi alle opportunità e alle risorse.
Queste disparità sono mantenute in parte negando che questi vantaggi
e svantaggi esistano a livello strutturale, istituzionale, culturale,
interpersonale e individuale, in parte rifiutando di riequilibrarli o
di eliminare i sistemi, le politiche, le pratiche, le norme culturali
e altri comportamenti e convinzioni che le mantengono.
Privilegio bianco
interpersonale: comportamento fra persone che consciamente o
inconsciamente riflette la superiorità bianca o la sua
legittimazione.
Privilegio bianco
culturale: un insieme di convinzioni culturali dominanti riguardo a
ciò che è buono, normale o appropriato che riflette la visione del
mondo bianca tipica dell'Europa occidentale, e svaluta o demonizza
altre visioni del mondo.
Privilegio bianco
istituzionale: politiche, pratiche e comportamenti delle istituzioni
-scuole, banche, agenzie no-profit, sistema giudiziario- che hanno
come effetti il mantenimento o l'incremento dei vantaggi accumulati
dai gruppi definiti bianchi, e gli svantaggi per i gruppi razziali o
etnici definiti non bianchi.
(da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Supremazia bianca:
sistema storicamente determinato e istituzionalmente perpetuato di
sfruttamento e oppressione di continenti, nazioni e persone non bianche da parte di persone bianche e nazioni del continente europeo, allo
scopo di mantenere e difendere un sistema di ricchezza, potere e
privilegio. (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Complesso del salvatore
bianco (white savior complex): si riferisce alle conseguenze del
comportamento di una persona bianca che agisce per aiutare persone
non bianche, in altri paesi o nel proprio, in una modalità che
risulta essere auto-celebrativa o auto-referenziale. “Non riguarda le
intenzioni individuali ma l'impatto. L'impatto [di queste azioni] è
la continua disumanizzazione e infantilizzazione coloniale di milioni
di Africani [o afrodiscendenti]. Il complesso del salvatore bianco
può essere fatto risalire alla brutalità razzista del colonialismo”
(M. Mumisa, docente alla University of Cambridge). Tra gli elementi
problematici del complesso del salvatore bianco c'è la continuazione
dell'idea che l'Africa o altri luoghi del Sud del mondo siano lande
desolate di povertà, lasciando quindi in ombra altre narrazioni. La
narrazione derivante dal complesso del salvatore bianco favorisce una
visione unidimensionale degli abitanti del luogo in cui la persona
bianca agisce allo scopo di “aiutarli”. Inoltre, le persone
bianche, soprattutto nel caso siano persone famose, diventano il
centro dell'attenzione dei media, eliminando quindi dalla
rappresentazione gli abitanti del luogo che si occcupano di quel
determinato problema tutto l'anno.
Razza: costruzione
politica creata per concentrare il potere nelle mani delle persone
bianche e legittimare il loro dominio sulla persone non-bianche. (da
www.racialequitytools.org's
glossary). Nota sul termine razza: l'uso del termine "razza" in italiano e, per quello che so, in altri ambiti europei non anglosassoni è controverso. Nella rivendicazione dell'uso di questa parola in percorsi di antirazzismo si rigetta ovviamente qualsiasi riferimento a una presunta differenza biologica ma si evidenzia il suo significato di dispositivo materiale di dominio storicamente e culturalmente costruito. Nella nota alla traduzione del testo di Angela Davis "Donne, razza e classe" a cura di Marie Moïse e Alberto Prunetti si legge: “Nel testo il termine razza traduce
l’inglese race al quale Davis non conferisce alcuna connotazione biologica.
L’uso che ne fa, al contrario, è squisitamente politico: si tratta di rendere
visibile il costrutto teorico che afferma il razzismo come rapporto strutturale
di dominio. Il dibattito sull’utilizzo di questo termine è ancora oggi aperto.
Se da una parte, infatti, impiegare il concetto di “razza” rischia di
naturalizzarlo, dall’altra rinunciarvi non è sufficiente a negare l’esistenza
di un sistema di dominio razziale. Al contrario, il rischio è di perdere gli
strumenti concettuali per poterlo contestare. In terzo luogo risulta
problematica anche la sostituzione del termine “razza” con quello di “etnia”
che di fatto torna a naturalizzare una categoria costruita socialmente e che
continua ad operare implicitamente per distinzioni binarie e gerarchiche. La
“razza nera” in quest’opera non indica una comunità culturale, bensì politica,
ovvero il prodotto storico di un sistema di sfruttamento, che nel momento in
cui oppone resistenza al sistema stesso afferma la propria soggettività”.
Identità razziale ed
etnica: consapevolezza individuale ed esperienza di essere membro-a
di un gruppo razziale ed etnico; rappresenta le categorie razziali ed etniche che
un individuo sceglie per descrivere se stesso basate su fattori come
ereditarietà biologica, apparenza fisica, affliazione culturale,
socializzazione iniziale ed esperienze personali. (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Razzializzazione
strutturale: connota il processo dinamico che crea ineguaglianze
cumulative e durature basate sulla razza. Le interazioni tra
individui sono modellate da e riflettono strutture sottointese e
spesso nascoste che danno forma ai pregiudizi e creano esiti ineguali
anche in assenza di attori razzisti o intenzioni razziste. (da
www.racialequitytools.org's
glossary). Indica il raggruppamento
di persone basato sulle differenze fisiche percepite, per esempio il
colore della pelle. Questo raggruppamento arbitrario storicamente ha
incrementato i pregiudizi ed è diventato uno strumento per
giustificare il trattamento crudele e la discriminazione di persone
non bianche. (tolerance.org)
Etnicità: costruzione
sociale che divide le persone in gruppi sociali più piccoli basati
su caratteristiche condivise, come il senso condiviso
dell'appartenenza di gruppo, i valori, gli schemi comportamentali, la
lingua, gli interessi politici ed economici, la storia e le basi
geografiche ancestrali. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Razzismo: per i propositi
di questo sito, vogliamo che i lettori e lettrici sappiano che utilizziamo il termine
“razzismo” specificamente per riferirci a modalità individuali,
culturali, istituzionali e sistemiche che hanno come effetto il
creare vantaggi per gruppi storicamente o attualmente definiti come
bianchi, e creare svantaggi per gruppi storicamente o attualmente
definiti come non-bianchi ( Africani, Asiatici, Ispanici, Nativi
Americani). Questa idea è in linea con chi definisce il razzismo
come una unione di pregiudizio + potere. Combinando i concetti di
pregiudizio e potere si focalizza il meccanismo in base a cui il
razzismo provoca effetti differenti per gruppi differenti. La
relazione e le dinamiche di questi elementi interdipendenti hanno
permesso al razzismo di ricreare se stesso generazione dopo
generazione, in modo tale che questo sistema che perpetua l'inequità
razziale non ha più bisogno di attori razzisti o di promuovere
esplicitamente le disparità razziali nelle opportunità e negli
effetti per mantenere tali differenze. (da
www.racialequitytools.org's
glossary) Nota: data la configurazione del razzismo come pregiudizio + potere, è evidente che il cosiddetto "razzismo al contrario", cioè quello delle persone nere verso le persone bianche, non può esistere; possono però esistere stereotipi e pregiudizi delle persone nere verso le persone bianche. Possono anche esistere all'interno delle stesse comunità non bianche stereotipi e pregiudizi verso altre persone non bianche, spesso in relazione alla maggiore o minore adesione ai supposti standard costruiti dalla bianchezza in relazione a fisicità (pelle più o meno chiara), espressioni culturali, lingua ecc... In questo caso ciò si può configurare come razzismo internalizzato.
Razzismo strutturale: la
normalizzazione e la legittimazione di una serie di dinamiche
-storiche, culturali, istituzionali e interpersonali- che
avvantaggiano quotidianamente le persone bianche producendo esiti
avversi cumulativi e cronici per le persone non bianche. Comprende
l'intero sistema della dominazione bianca, diffuso e infuso in ogni
aspetto della società come la sua storia, la sua cultura, la
politica, l'economia e il suo corpo sociale. Il razzismo strutturale
è più difficile da localizzare in una istituzione particolare
perchè richiede effetti rinforzanti di molteplici istituzioni e
norme culturali passate e presenti che continuamente riproducono
vecchie forme di razzismo e ne producono di nuove. Il razzismo
strutturale è la forma più profonda e pervasiva – tutte le altre
forme di razzismo emergono dal razzismo strutturale. (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Razzismo culturale: si
riferisce a rappresentazioni, messaggi e storie che promuovono l'idea
che i comportamenti e i valori associati alle persone bianche o alla
bianchezza siano automaticamente “migliori” e più “normali”
di quelli associati ad altri gruppi razzialmente definiti. Si esplica
in pubblicità, spettacoli, film, libri storici, definizioni di
patriottismo, nella politica e nelle leggi. E' anche una forza
potente per il mantenimento dei sistemi di supremazia interiorizzata
e razzismo interiorizzato, e lo fa influenzando le credenze
collettive riguardo a quali comportamenti definire appropriati, a
cosa considerare bello, o a che valore dare alle diverse forme di
espressione […] (per esempio quali tratti del viso e
caratteristiche del corpo sono considerate belle, quali pratiche di
genitorialità sono considerate appropriate). (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Razzismo individuale:
credenze, attitudini, azioni di individui che supportano o perpetuano
il razzismo. Può essere un atto deliberato, o l'individuo può agire
per perpetuare o supportare il razzismo senza sapere cosa sta
facendo. Per esempio: fare battute razziste, usare epiteti razziali,
credere nella superiorità inerente alle persone bianche su altri
gruppi; evitare persone di colore che non si conoscono
personalemente, ma non fare lo stesso con persone bianche
sconosciute: accettare le cose come sono (una forma di collusione).
(da www.racialequitytools.org's
glossary)
Razzismo istituzionale:
si riferisce al modo in cui le politiche e le pratiche istituzionali
creano effetti diversi per i diversi gruppi razziali. In questo
senso, le politiche istituzionali possono non menzionare mai alcun
gruppo razziale, ma il loro effetto è creare vantaggi per le persone
bianche e oppressione e svantaggi per le persone dei gruppi
classificati come non bianchi. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Razzismo interiorizzato:
è ciò che si verifica in un sistema razzista quando un gruppo
razziale oppresso dal razzismo supporta la supremazia e il dominio
del gruppo dominante, mantenendo o partecipando alla serie di
attitudini, comportamenti, strutture sociali e ideologie che è alla
base del potere del gruppo dominante. Il razzismo interiorizzato
implica quattro elementi essenziali e interconnessi:
- processi decisionali: a
causa del razzismo, le persone non bianche non hanno il potere
decisionale finale su ciò che controlla le nostre [delle persone non bianche] vite e risorse. Come risultato, a livello personale, possiamo
pensare che le persone bianche sappiano più di noi stessi-e [persone
non bianche] cosa serve fare per noi stessi-e. A livello
interpersonale, porta [noi persone non bianche] a non supportare la
nostra autorevolezza e il nostro potere specialmente se sono in
opposizione al gruppo razziale dominante. Strutturalmente, c'è un
sistema all'opera che premia le persone non bianche che supportano la
supremazia bianca e il potere bianco e punisce o minaccia quelle che
non lo fanno.
- risorse: le risorse,
nella loro definizione più ampia (soldi, tempo, …) si trovano in
modo iniquo nelle mani e sotto il controllo delle persone bianche. Il
razzismo interiorizzato è il sistema che rende difficile per le
persone non bianche accedere a risorse per le nostre [delle persone non bianche] stesse comunità e controllarle. [Come persone non bianche]
impariamo a credere che utilizzare le risorse per noi stessi e la
nostre specifica comunità significhi non utilizzarle “per
tutti-e”.
- standard: con il
razzismo interiorizzato, gli standard di ciò che è appropriato o
“normale” che le persone non bianche accettano sono gli standard
delle persone bianche o eurocentrici.
- nominare il problema:
c'è un sistema che definisce impropriamente il problema del razzismo
come un problema di o causato da persone non bianche, e incolpa degli
effetti (emozionali, economici, politici) le persone non bianche. Con
il razzismo interiorizzato, per esempio, le persone non bianche pensano
che le persone non bianche siano più violente delle persone bianche e
possono non considerare la violenza politica emanata dallo Stato o la
violenza nascosta o privatizzata delle persone bianche e il sistema
che le persone bianche mettono in campo e supportano.
(da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Diversità: include tutti
i modi in cui le persone differiscono le une dalle altre, e comprende
tutte le differenti caratteristiche che rendono un individuo o un
gruppo differente da un altro. La diversita [come valore] è onni-inclusiva e riconosce ogni
persona e ogni gruppo come parte della diversità che dovrebbe essere
valorizzata. Un'ampia definizione di diversità include non solo
razza, etnicità e genere – i gruppi che più spesso vengono in
mente quando si parla di diversità- ma anche età, origine
nazionale, religione, disabilità, orientamento sessuale, status
socioeconomico, educazione, stato civile, lingua e apparenza fisica.
Comprende anche le differenze di idee, prospettive e valori. (da
www.racialequitytools.org's
glossary)
Intersezionalità: si
riferisce alle modalità sociali, economiche e politiche in base a
cui si collegano, si influenzano e si sovrappongono i sistemi di
oppressione e privilegio basati sull'identità. Indica le modalità
in cui operano i molteplici sistemi di oppressione. Rappresenta un
framework per tracciare l'impatto di razzismo, sessismo e altre
modalità di discriminazione nel momento in cui si uniscono e creano
circostanze a volte uniche, ostacoli, barriere per persone soggette a
tutte queste oppressioni. (da tolerance.org). Nota: sul concetto di intersezionalità consiglio per iniziare questo video di Kimberlé Creenshaw, a cui si devono termine e concetto. Le persone bianche con un basso status socioeconomico, o con disabilità, o che non parlano la lingua maggioritaria, o in situazioni di precarietà lavorativa, o LGBTQIA+ possono avere difficoltà a riconoscere il loro privilegio bianco. L'intersezionalità non cancella il loro privilegio bianco ma ha effetti sulla loro esperienza personale di questo privilegio.
Oppressione:
svalutazione, indebolimento, marginalizzaiozne, creazione di
svantaggi per determinate identità sociali in contrasto con la norma
privilegiata, il tutto operato a livello sistematico; quando ad
alcune persone è negato qualcosa di valore, mentre altre ne hanno
pronto accesso. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Colonalizzazione: la
colonizzazione può essere definita come forma di invasione,
dispossessione e soggiogamento di una persona [o un gruppo].
L'invasione non è necessariamente militare: può iniziare – o
continuare- come intrusione geografica sotto forma di usurpazione
agricola, urbana o industriale. Il risultato di tale incursione è la
dispossessione degli abitanti originari di ampie porzioni di terra,
dispossessione spesso legalizzata a posteriori. Il risultato nel
lungo termine di tale massiccia dispossessione è l'ineguaglianza
istituzionalizzata. La relazione persona colonizzatrice/colonizzata è per sua
stessa natura iniqua poiché la persona colonizzatrice ottiene dei benefici a
spese della persona colonizzata. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Appropriazione culturale:
il furto di elementi culturali [altrui] per il proprio uso personale,
per la mercificazione e il profitto – inclusi simboli, arti,
linguaggi, tradizioni, ecc...- spesso senza la comprensione, il
riconoscimento e il rispetto del loro valore nella cultura
originaria. Risulta dalla presunzione del diritto di una cultura
dominante (per esempio bianca) ad appropriarsi di elementi culturali
altrui. (da www.racialequitytools.org's
glossary)
Blackface:
rappresentazione di una persona nera/non bianca da parte di una
persona bianca ottenuta in particolare attraverso la pratica del
tingersi il viso di nero. Si tratta di una rappresentazione
caricaturale nata negli Stati Uniti nella prima metà dell'800, con
cui attori e attrici bianchi-e interpretavano persone schiavizzate africane liberate,
esibendo tutto il repertorio di luoghi comuni associati alle
popolazioni africane, ridicolizzandole e identificandole con tratti
fisici esagerati e con pigrizia, superstizione e buffoneria. Per
questi motivi, la pratica del blackface è da considerare razzista.
(rielaborato da ilpost.it) Nota: su questa pratica e sul suo significato consiglio questo video realizzato da AfroitalianSouls.
Fragilità bianca: condizione delle persone bianche in cui, di fronte a un discorso sulla razza o il razzismo, "anche una minima quantità di stress razziale diventa intollerabile e porta ad una serie di modalità difensive, che includono la manifestazione di emozioni come rabbia, paura, senso di colpa e comportamenti come argomentazioni, silenzio e abbandono della situazione stressante. Questi comportamenti hanno la funzione e lo scopo di ripristinare l'equilibrio razziale bianco" (da DiAngelo R., White Fragility. Qui un suo video interessante in inglese). Si tratta quindi di reazioni difensive delle persone bianche quando per esempio viene fatto notare loro che hanno detto o fatto qualcosa di razzista. Lo scopo di queste reazioni è mantenere la posizione dominante delle persone bianche all'interno della gerarchia socciale razzialmente determinata; non si tratta quindi di debolezza, ma di un potente strumento di controllo razziale bianco e di protezione della supremazia bianca e dei privilegi bianchi.
Bianchezza: la bianchezza fa riferimento a una dimensione specifica del razzismo che ha lo scopo di rendere le persone bianche superiori alle persone non bianche. Questa definizione si contrappone alla rappresentazione dominante nell'educazione mainstream del razzismo come isolato a comportamenti determinati che alcuni individui possono o non possono dimostrare, e trascende la denominazione di specifici privilegi. Le persone bianche sono teorizzate come attivamente formate, definite,influenzate ed elevate dalla loro razzializzazione e dalle consapevolezze individuali e collettive in essa formate. (La bianchezza è quindi concettualizzata come una costellazione di processi e pratiche piuttosto che come una entità unica). La bianchezza è dinamica, relazionale e opera in ogni momento e su diversi livelli. Questi processi e pratiche includono diritti fondamentali, valori, crededenze, prospettive ed esperienze considerate condivise e comuni ma che sono in realtà permesse solo a persone bianche. (da racialequitytool's glossary) . Nota: sul concetto di bianchezza consiglio questo video della studiosa Gaia Giuliani.