Perchè questo spazio


Da diversi anni tengo corsi di formazione per insegnanti, educatrici e educatori sulla didattica dell'italiano L2 (cioè parlato da persone di madrelingua diversa dall'italiano, bilingui o bilingui emergenti) per scuole ed enti. Quello che mi viene chiesto di solito ruota attorno alle strategie per favorire l'acquisizione dell'italiano da parte di persone (bambini-e, ragazzi-e ed adulti) che non capiscono e non parlano/scrivono/leggono l'italiano, per coinvolgerle e permettere la loro partecipazione all'interno delle realtà in cui si muovono, soprattutto educative (in classe, per esempio), e alle tecniche e modalità per rendere comprensibili agli studenti e studentesse bilingui i contenuti disciplinari. Affronto, quindi, dal punto di vista teorico e pratico, tutta quella che io chiamo “la questione tecnica” dell'insegnamento/acquisizione della lingua nei suoi diversi livelli e per i diversi bisogni. La maggior parte della letteratura mainstream sull'argomento, per ciò che mi sembra, si occupa solo di questa “questione tecnica”, ancor più ora che si è scoperto che l'insegnamento dell'italiano L2 può rappresentare anche un business editoriale.

Ad un certo punto, però, mi è sembrato che tutta questa enfasi su tecniche, metodi, metodologie, task, abilità, oscurasse altri elementi. Elementi che sono essenziali tanto quanto la “questione tecnica”, forse anche di più.
Per esempio, si parla troppo poco di bilinguismo. Troppo poco di lingua madre. Ed è strano, perchè molti studiosi, fra cui Cummins, li ritengono elementi fondamentali.

Ho cominciato quindi ad aggiungere discorsi sulla lingua madre, il bilinguismo, l'identità, l'emancipazione, il potere della narrazione, la riappropriazione della definizione di sé, la trasformazione sociale, i contenuti, il curricolo, la relazione educativa, la problematizzazione dell'insegnante e del suo ruolo, gli stereotipi.

All'interno di questo spazio online, che intendo come un piccolo deposito di riflessioni scritte, trovate un po' i frutti di questo mio percorso, il punto in cui sono io adesso. Resta il fatto che si tratta di un percorso sempre in divenire, a cui ogni giorno si aggiungono nuove consapevolezze, nuovi sentieri, nuovi dubbi.

Spero che voi che leggete possiate trovarlo utile.



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