Non è facile trovare albi illustrati
in italiano che abbiano personaggi non-bianchi, ancor meno che
abbiano come protagoniste bambine/donne non-bianche. Una piacevole eccezione
è “L'erba magica di Tu Youyou”, di Xu Lu e Alice Coppini, che narra la vita della
farmacista cinese Tu Youyou, esperta in medicina tradizionale cinese
e scopritrice dell'artemisinina, molecola ricavata dalla pianta
artemisia annua efficace contro la malaria. Questa scoperta le è
valso il Premio Nobel per la Medicina nel 2015: è stata la prima
riceratrice cinese ad aver lavorato solo in Cina ad averlo ricevuto.
Il libro racconta il primo incontro di
Youyou con la medicina tradizionale cinese grazie a un vecchio medico
conosciuto da bambina e da cui ha imparato i segreti delle piante. La
segue poi nei suoi studi universitari fino alla ricerca della cura
per la malaria e infine al Nobel.
Le illustrazioni sono delicate e
realistiche, con tanti dettagli interessanti per un piccolo lettore e
lettrice. Il racconto è reso con frasi semplici ma ricche dal punto
di vista lessicale e rappresentano un buono stimolo per i bambini e
le bambine interessati-e all'argomento.
Di solito non amo i
libri dedicati a personalità famose o che hanno compiuto azioni
particolari perchè si collegano a quella “ideologia
dell'eroe/eroina” che dà l'idea che una persona (soprattutto
non-bianca) debba compiere qualcosa di speciale per avere valore, per
essere degna di essere rappresentata in un libro.
Ma in questo (e qualche altro) caso
faccio un'eccezione.
E' un libro in cui si parla di lentezza (il lavoro paziente di ricerca delle piante del vecchio medico), di impegno, tentativi, sconfitte e scoraggiamento, di erbe come ricchezze, di tradizioni come risorse.
E' un libro che offre ai bambini, e soprattutto alle bambine, la possibilità di ciò che potranno fare (tenute in considerazione tutte le difficoltà che una donna - ancor più non-bianca - incontra in questo percorso di vita). Può essere una lettura importante per tutte le bambine, e ancor più per le bambine sinodiscendenti, che possono trovare in Youyou una rappresentazione in cui riconoscersi.
E' un libro in cui si parla di lentezza (il lavoro paziente di ricerca delle piante del vecchio medico), di impegno, tentativi, sconfitte e scoraggiamento, di erbe come ricchezze, di tradizioni come risorse.
E' un libro che offre ai bambini, e soprattutto alle bambine, la possibilità di ciò che potranno fare (tenute in considerazione tutte le difficoltà che una donna - ancor più non-bianca - incontra in questo percorso di vita). Può essere una lettura importante per tutte le bambine, e ancor più per le bambine sinodiscendenti, che possono trovare in Youyou una rappresentazione in cui riconoscersi.
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Due piccoli elementi problematici:
- l'accenno alla sperimentazione sugli animali. Ma può
essere un buono spunto per problematizzarla.
- l'utilizzo dell'aggettivo "strano" per riferirsi a un nome. L'aggettivo "strano" è problematico perchè trasmette un giudizio, pone ciò a cui si riferisce in contrasto con una supposta idea di "normalità" che, di solito, è la noma occidentale eurocentrica bianca. Ma, anche qui, può essere usato come punto di partenza per riflettere su come possiamo sostituire "strano" con "diverso".

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